SBAGLI ED ERRORI: DEMONI O PREZIOSI ALLEATI?

Sbagliando s’impara, tutti lo sanno e tutti se lo sono ripetuto almeno una volta dopo un madornale errore. Eppure, quando si tratta di scuola e apprendimento spesso gli errori spaventano i bambini e non solo i bambini!

Ma ricordiamoci che sbagliare è una tappa (direi fondamentale) dell’imparare.

Ricercando la perfezione, si annullano tutte le possibilità di rendere uno studente un buono studente. Ossia un alunno che sperimenta, che si lancia, provando una strada nuova o un approccio diverso, un alunno che esplora la propria creatività e utilizza tutte le proprie risorse, che non ha paura di sbagliare, anzi, che ricerca l’errore proprio perché strumento di apprendimento.

Nessuno vuole sbagliare e chi sbaglia, non di rado, prova un forte senso di inadeguatezza e di fallimento per non essere stato all’altezza degli altri nel ripetere quello che gli altri avevano invece assimilato (seppur meccanicamente e passivamente), ed inoltre deve affrontare la frustrazione di mostrare il misfatto alla propria famiglia che invece aveva ben altre aspettative.

Fare un errore, capirlo e contestualizzarlo in base all’uso, assicura grandi probabilità che quell’errore non venga più ripetuto, che venga interiorizzato e che diminuisca la probabilità che esso si verifichi nuovamente. Riconoscere l’errore e correggersi mostra una progressione nell’apprendimento, di una maturazione di consapevolezza fondamentale per evitare di ripetere quell’errore sistematicamente.

Un atteggiamento accogliente e non evitante deve partire proprio dagli adulti. Se non sono gli adulti a trasmettere ai bambini l’idea che l’errore va accolto, perché elemento fondamentale nel percorso di apprendimento, e non respinto, come sinonimo di incapacità o incompetenza, i bambini vedranno sempre gli sbagli come qualcosa da evitare, con il rischio di tarpare loro le ali e di impedirgli di osare, di tentare e, di conseguenza, di essere autonomi. Sperimentando la propria capacità di fare, il bambino può sviluppare una sana autostima e un profondo senso di libertà e fiducia in sé stesso.

Sviluppare l’autonomia è compito del genitore, di insegnanti ed educatori, che dovrebbero preparare il bambino ad una buona vita nel mondo; come ci ricorda Maria Montessori, il bambino mira chiaramente ed energicamente all’indipendenza.

 

COMPITI SI’ COMPITI NO

La discussione che anima i pomeriggi estivi riguardo l’utilità dei compiti delle vacanze è in corso: genitori ed esperti si dividono tra chi pensa che sia doveroso mantenere in allenamento le conoscenze apprese durante l’anno scolastico e chi è convinto che le vacanze siano da dedicare al riposo totale e per questo, i compiti sono solo una fonte di stress per l’intera famiglia.

Per ora, volenti o nolenti, bisogna prenderne atto e fomentare malumori  e indisposizioni verso questi è il peggior modo per affrontarli.

A nostro avviso dobbiamo cogliere e trarre qualche aspetto positivo e pertanto vogliamo suggerirvi alcuni accorgimenti per sfruttare al meglio i compiti estivi.

-    Usiamo i compiti delle vacanze come momento per incentivare l’autonomia dei bambini, LASCIATELI FARE DA SOLI! Il compito dell’adulto è di offrire aiuto quando viene chiesto, non intromettersi nello svolgimento di essi per accelerare e finire prima il martirio.

-     Dedicate un preciso MOMENTO E SPAZIO ai compiti e definitelo con il bambino, questo lo aiuterà ad accettarlo  con meno fatica soprattutto se viene fatto con REGOLARITÀ e costanza.

-     NON PORTATE libri e quaderni delle vacanze AL MARE, IN MONTAGNA O IN  PISCINA, questi sono invece tempi da dedicare solo al divertimento e alla spensieratezza in compagnia di amici e della famiglia.

Il tempo corre veloce soprattutto quando si tratta di quello di vacanza, seguire questi piccoli consigli potrebbe essere il modo giusto per affrontarli in modo sereno e sentirti meno affaticato e costretto.

“Il segreto per andare avanti è iniziare” Mark Twain

 

SEMPLICI DOMANDE, SEMPLICI RISPOSTE

• Cos’è il Centro Educativo?
Il Centro Educativo di EduCare è uno spazio che accoglie i bambini della Scuola primaria. L’ambiente è caldo, familiare e creato per fare in modo che i bambini si sentano a proprio agio.

• Quando è attivo?
Il Servizio è attivo durante il periodo scolastico. Dal Lunedì al Venerdì, in orario pomeridiano (dopo l’uscita da scuola). L’orario d’ingresso è dalle 12.45/13, l’uscita è a discrezione delle famiglie e da concordare in base alle proprie necessità. 


• Cosa si fa?
I bambini hanno la possibilità di pranzare, fare i compiti e svolgere attività creative e di svago in piccoli gruppi, accompagnati da educatrici che forniscono un supporto specifico e competente.


• Perchè le attività si svolgono in piccoli gruppi?
Il piccolo gruppo è costituito da max 6/8 bambini. Le educatrici possono così instaurare una buona e significativa relazione educativa con ognuno. In questo modo si riesce serenamente a favorire la socializzazione, il confronto, la crescita e l’aiuto tra pari.


• Cosa dicono i bambini del Centro Educativo?
“ E’ come andare a casa mia, ma in un’altra casa!” Christian (10 anni)
“Ma dov’è il letto?” Benedetta (6 anni)
“I bambini possono venire qua per sempre?” (Luca 8 anni)

Per ogni informazione e curiosità contattaci al 3245470521.
LE ISCRIZIONI PER L’A.S. 2016/2017 SONO APERTE

 

GENITORI VS COMPITI

I compiti a casa rappresentano spesso un momento di tensione tra genitori e figli.

Modalità di svolgimento, tempi, gestione dei diversi impegni, difficoltà di comunicazione sono tutti elementi che possono creare conflitti tra i bambini/ragazzi e gli adulti di riferimento.

“Quando arriva il momento dei compiti mi sento frustrata perché mi sembra faccia apposta a farmi arrabbiare!”, “A volte sono talmente arrabbiata che sento il bisogno di cambiare stanza per allontanarmi un attimo e calmarmi”, “Quando non riesco a fargli fare i compiti mi faccio prendere dal panico, perché vorrei mandarlo a scuola senza compiti ma poi magari le maestre pensano che io non sia una brava mamma.”

Vi siete mai trovati a vivere una di queste situazioni? Vi capita mai di vivere momenti di forte contrasto e arrabbiatura e pensare che se non ci fossero i compiti a casa da fare, sarebbe tutto più facile e “leggero”?

La prima cosa che ci teniamo a suggerire è di ricordarsi che i genitori sono già andati a scuola! Ora tocca ai figli, è una loro esperienza, un loro percorso…non vostro!

La cosa più importante è la relazione tra genitori e figli: se abbiamo cura di questo aspetto sarà più facile anche tutto il resto, scuola compresa.

Salvaguardate questa relazione, la scuola è solo uno dei tanti aspetti, non dovrebbe occupare in modo totalizzante i pensieri del genitore. Alleggeriamoci!

Il genitore è, e resta, la persona di riferimento per eccellenza. E’ il modello da cui prendere esempio: di responsabilità, di passione, di creatività, di capacità organizzativa. Dando valore a questo, e spostando l’attenzione dai compiti, le tensioni e il peso causato dalla scuola perderanno intensità.

Ricordatevi inoltre che “Cattivo rendimento scolastico ≠ Cattivo genitore; Cattivo rendimento scolastico ≠ Cattivo bambino”.

 

CAOS!

Arriva in queste prime settimane di febbraio la fatidica consegna delle PAGELLE. Alla cornetta di EduCare arrivano voci allarmate in preda al CAOS. Vogliamo rassicurare i genitori che, fino ad oggi, non è stato ancora creato un rimedio o una stregoneria che possano riordinare la vita scolastica dei propri figli.

Tuttavia ci permettiamo di scrivere qualche riga per incoraggiare i genitori.

-E’ utile dedicare tempo e lavorare sull’autonomia e per l’autonomia, non pretendiamo tutto e subito (perché infondo almeno una volta abbiamo richiesto ciò).

-Non cerchiamo la soluzione immediata, ma concentriamoci sulla costanza e regolarità, piuttosto che TAPPARE I BUCHI nel momento della disperazione.

- Troviamo un modo efficace di organizzarci  NON  solo per noi, ma anche per nostro figlio.

Per non annoiarvi, proponiamo alcuni esempi che accadono quotidianamente  a EduCare:

Il signor Rossi ci fa notare che il figlio a casa non riesce a prepararsi lo zaino. Gentilmente abbiamo chiesto : “E’ mai successo che il bambino trovasse lo zaino vuoto, invece di farglielo trovare sempre pronto per il giorno dopo?”

La mamma di Maria ci ha contattate dopo aver visto alcune insufficienze gravi. Alcune settimane più tardi la domanda è stata la seguente : “Come mai non ha ancora migliorato i voti, nonostante sia GIA’ venuta due volte?”. Il concetto di tempo è davvero relativo, non dobbiamo forzare l’apprendimento in base alle nostre aspettative.

Il papà di Luigi ci racconta che dopo pranzo il bambino vorrebbe giocare e fare i compiti più tardi, ma non può permetterglielo perché : “ Prima finisce i compiti meglio è!”. Noi saremmo curiose di capire per CHI sarebbe meglio.

Potenziamo le risorse e le qualità dei ragazzi permettendogli di sbagliare, di imparare , di agire e di crescere. La frustrazione non arriva dall’incontrare delle difficoltà, ma dalla non comprensione di ciò che viene loro proposto.

Tanti Auguri a Noi!

È trascorso più di un anno da quando abbiamo aperto la prima volta le porte di questo appartamento, quando ancora era uno spazio vuoto, ma per noi era già EduCare.

Grandi sogni, forti motivazioni e chiari obiettivi ci hanno permesso, in questo anno, di trasformare il pensiero in realtà.

I nostri lunghi studi, gli anni di esperienze lavorative, la passione per l’ambito educativo, il piacere di instaurare relazioni con le persone e la condivisione di un percorso professionale, hanno fatto nascere EduCare.

Vogliamo raccontarvi, brevemente, la strada che ci ha portate fino a qui.

Il pensiero di EduCare è stato imprevisto e travolgente, perché da una semplice cena conviviale, sono emersi desideri condivisi. Poiché “l’unione fa la forza”, abbiamo deciso di dare spazio alle nostre ambizioni, pur consapevoli che lasciare il porto sicuro sarebbe stato un percorso in salita e ricco di ostacoli.

Per dare forma ai nostri progetti, abbiamo trovato un grande supporto in MAG, ente che si occupa di formare e supportare nella fase di progettazione le start up. Così, dopo la loro preziosa consulenza, a Ottobre 2014 EduCare ha avuto la sua inaugurazione.

salone
cucina

Questo periodo è stato intenso, impegnativo ma ricco di soddisfazioni, incontri inaspettati e relazioni costruttive con chi è entrato, a vario titolo, in contatto con noi.

Guardandoci indietro siamo orgogliose del lavoro che stiamo portando avanti e che non manca di regalarci riscontri positivi. EduCare sta crescendo, sia accogliendo sempre più ragazzi e famiglie, sia ampliando i propri servizi.

Entusiaste per il futuro di EduCare vogliamo condividere con voi queste semplici righe augurandoci BUON COMPLEANNO!!!

Dott.ssa Irene Carpi e Dott.ssa Francesca Aldrighetti

Servizi Educativi EduCare

Strutturare L’ambiente: Anche nell’Educazione Conta!

Quando si parla di “ambiente”, in educazione, ci si riferisce sia al luogo fisico che all’insieme dei fattori che intervengono nel processo di apprendimento: persone, strumenti, condizioni, spazi. Si tratta quindi di un contesto predisposto in modo intenzionale, come spazio d’azione, creato per stimolare e sostenere la costruzione di conoscenze, abilità, motivazioni e atteggiamenti, in cui nascono relazioni che portano ad esperienze significative sul piano cognitivo, affettivo e sociale.

Gli spazi per bambini e ragazzi devono essere organizzati e preparati per accoglierli, ricalcando gli ambienti della quotidianità, accogliendo gli interessi, i desideri di movimento, scoperta e autonomia dei bambini.

Il luogo ha una sua identità e una sua struttura che contribuiscono alla creazione di un clima; quest’ultimo dipende da come viene organizzato lo spazio, scandito il tempo, gestiti gli accessi a spazi e strumenti.

Sono fondamentali i colori, gli accessori, i mobili e la loro disposizione poiché influenzano il modo di fare le cose.

Proviamo a fare un esempio per chiarire bene:

una stanza eccessivamente ricca di oggetti, giochi e libri, non disposti con ordine, induce il bambino ad avere e ricevere troppi stimoli che non è in grado di gestire, ci sarà quindi il rischio che passi da un oggetto all’altro senza curarsene. Ed ancora, se sul tavolo predisposto per lo svolgimento dei compiti, si trova un “gran bazar”, con una vasta scelta di penne colorate, quaderni di tutte le materie scolastiche e diari personali, il rischio è che l’attenzione sia sempre minata da attrattive diverse, perdendo così l’efficacia del momento di studio.

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I bambini e i ragazzi devono avere la possibilità di accedere ai materiali in modo autonomo, ma non devono essere sommersi da questi; dobbiamo fare in modo che ci sia un posto per ogni cosa e che ogni cosa abbia un suo posto, per rispondere al bisogno interiore di ordine del bambino.

È importante dare la possibilità di usare in modo adeguato tutto il materiale didattico necessario: libri, quaderni, cancelleria, computer, tablet, strumenti compensativi se necessari. È fondamentale che essi stessi conoscano e imparino a gestire i loro materiali perché sono loro i primi e principali fruitori.

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Avere la possibilità di gestire gli strumenti e gli oggetti in modo autonomo permette al bambino di acquisire coscienza delle proprie capacità e diventare sempre più indipendente poiché non necessita costantemente dell’aiuto da parte dell’adulto.

Vogliamo concludere con questa citazione di Maria Montessori, tratta da Educazione e libertà: “ La bellezza non è fatta in questo caso con il superfluo, col lusso, ma con la grazia e l’armonia delle linee e dei colori, uniti alla massima semplicità”.

Dott.ssa Irene Carpi e Dott.ssa Francesca Aldrighetti

Servizi Educativi EduCare